
La dieta vegetariana ha preso molto piede negli anni in una fetta di popolazione che motivi personali, etici o salutistici ha voluto cambiare stile di vita.
Quando parliamo della dieta vegetariana bisogna chiarire che ci sono diverse classificazioni e varianti – esempio la latto-ovo-vegetariana o i fruttariani.
Non si discutono i motivi delle scelte perché ognuno è libero di fare ciò che vuole ma bisogna precisare che certi stili potrebbero determinare carenze nutrizionali e disturbi per la salute.
Si sottolinea la possibile carenza di b12 senza carne animale, o carenze di minerali come iodio, zinco, ferro . Se sbilanciata anche carenze proteiche o possibili disbiosi con alterazioni del microbiota intestinale con annesso mal assorbimento.
Sicuramente ci sono anche i vantaggi di una dieta del genere, anche se dipende dalla variante perché c’è molta differenza tra una vegana e una latto-ovo-vegetariana, quindi nei lati positivi di questi stili potremmo ritrovare spesso una più frequente attenzione al non andare in surplus calorico, un miglior bilanciamento del profilo lipidico ed un’eventuale miglioramento metabolico e cardiovascolare. Però è giusto precisare che questo avviene se ci sono dei cambiamenti da uno stile di vita sregolato con il pieno di infiammazione e grassi saturi o trans e non da esempio, verso un profilo più consapevole e vegetale. Ma non si può certificare questo stile come esempio educativo perché rimane la dieta mediterranea il gold standard per la prevenzione e qualità di vita.
Dott. Gatani Umberto
BY: umberto gatani
Nutrizione
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